Cyberwar: cosa succede nel mondo e perché affidarsi ad un MSSP è sempre più importante

In questi giorni oltre alla cronaca di disperazione e sofferenza per il conflitto in Ucraina è stata portata all’attenzione anche un’altra guerra che perdura da anni, spesso finanziata da interessi statali, e che mira ad indebolire le strutture strategiche e le economie di molti paesi a colpi di virus, ransomware, bot e altre minacce informatiche.

Sono ormai note infatti da tempo quelle organizzazioni nate proprio con lo scopo di assumere il controllo delle infrastrutture informatiche, mettere in scacco le aziende chiedendo riscatti per il ripristino dell’operatività aziendale o, analizzando i comportamenti degli utenti, mettere in atto veri e propri attacchi di tipo sociale per drenare soldi e per altri scopi illeciti.

Alla luce di questi fatti, è semplice capire come gli strumenti da soli non possano fare la differenza e come i sistemi debbano essere monitorati e aggiornati, discorso analogo per le policy di sicurezza che devono essere costantemente adeguate non solo ai fattori interni ad un’organizzazione ma anche alle vicissitudini esterne. Tutte queste attività non possono essere svolte da una sola figura.

Cosa è un MSSP?

Le competenze tecniche richieste per garantire la cybersecurity abbracciano molti ambiti: dal sistemistico, al software, dal networking alla gestione aziendale e, senza saper come intervenire efficacemente in questi ambiti, risulta impossibile avere un’infrastruttura informatica sicura. Ecco quindi che entra in scena l’MSSP acronimo che sta per Managed Security Service Provider.

L’MSSP è la figura chiave per poter affrontare in modo strutturato tutti i problemi relativi alla sicurezza informatica, soprattutto per quelle realtà dove non sono presenti le competenze, le risorse e  la disponibilità di tempo adeguate.

Avere una risorsa esterna dedicata totalmente al mantenimento della sicurezza dell’infrastruttura informatica è molto utile poiché, effettivamente, i cybercriminali non “lavorano” dal lunedì al venerdì, dalle otto alle diciassette, e un intervento tempestivo in caso di problemi può fare una grossa differenza.

Un MSSP esperto struttura il proprio lavoro utilizzando tutta una serie di tools che gli consentano di operare efficacemente mantenendo attiva la gestione di più realtà, di mettere in atto economie di scala e di potersi occupare della formazione di ciascuna delle figure con cui collabora più attivamente.

Ma ritornando agli eventi di questi primi mesi del 2022, cosa c’entrano gli MSSP?

In ambito cybersecurity sono successe un sacco di cose: dai depositi petroliferi del nord europa bloccati da ransomware ( https://www.bbc.co.uk/news/technology-60250956 ), agli attacchi di ingegneria sociale triplicati in questo primo trimestre del 2022 e ancora alla realizzazione di botnet controllate dagli stati (https://www.ncsc.gov.uk/news/joint-advisory-shows-new-sandworm-malware-cyclops-blink-replaces-vpnfilter) solo per citarne alcune.

La situazione è sicuramente molto instabile e anche noi, proprio per garantire il massimo della sicurezza ai nostri clienti, abbiamo alzato il livello di allerta.

Cosa abbiamo fatto?

Dal 24 febbraio abbiamo deciso di aumentare la frequenza della reportistica sui sistemi da noi gestiti, abbiamo analizzato comportamenti e definito indicatori di allerta più stringenti su sorgenti e località da cui avvengono i login degli utenti. I nostri SOC (Security Operations Center) e NOC (Network Operations Center) hanno messo in correlazione le informazioni che provengono dai vari tools per essere efficaci e tempestivi in caso di problemi.

Abbiamo ridotto la superficie di esposizione a possibili attacchi bloccando il traffico proveniente dalla Russia per tutti quei clienti che non ne avevano la necessità, limitando l’accesso al solo territorio italiano per chi non deve esporre i propri sistemi all’estero.

Abbiamo impostato politiche di gestione dello spam più stringenti e pianificato l’attivazione di sistemi di protezione DNS per evitare che qualche utente possa cadere vittima di qualche campagna phishing ben congeniata.  In conclusione le soluzioni di sicurezza da implementare sulla carta sono moltissime ma la vera menzione d’onore se la meritano i sistemi di controllo e monitoraggio che fin dal 2004 abbiamo messo in atto e che si rivelano la carta vincente per tutte le realtà che assistiamo, sono la dimostrazione concreta di come il valore di un MSSP sia determinato in buona parte da come struttura la propria strategia d’intervento, anche e soprattutto in quegli scenari in cui nessuno si augurerebbe di dover operare.

5 miti da sfatare sulla cyber security

5 miti da sfatare sulla cyber security

5 miti da sfatare sulla cyber security

Mi occupo di sicurezza informatica da più di 15 anni, sembra ieri ma era il 2004 quando nella nostra cittadina organizzammo l’SPD Security and Privacy Day, una giornata dedicata interamente a far conoscere l’importanza di temi quali sicurezza e protezione dei dati e, come allora, l’approccio verso queste tematiche non è poi molto cambiato.

Intendiamoci, non voglio dire che non sia cambiato proprio nulla, anzi! C’è stata sicuramente una maggiore sensibilizzazione e consapevolezza da parte di tutti riguardo la salvaguardia della privacy ma alcuni aspetti sono rimasti sostanzialmente invariati. Ecco perché in questa mia breve riflessione voglio concentrarmi su alcuni miti da sfatare che riguardano la cybersecurity.

1.Esiste il prodotto che risolverà tutti i problemi!

Quando mi ritrovo a parlare di cyber security tutti, in generale, vorrebbero che bastasse un prodotto che in autonomia riduca i rischi, contrasti le minacce e li faccia sentire sicuri. Questo non è possibile. E non lo è soprattutto perché quando si parla di sicurezza informatica e di sistemi di sicurezza è doveroso pensare non soltanto ai mezzi ma anche a tutti quei sistemi e procedure che possono ridurre le vulnerabilità. La sicurezza completa la si ottiene solo se si adottano gli strumenti ma anche e soprattutto i servizi e le procedure corretti, non si può parlare di sicurezza senza tener conto del fattore umano!

2. Le grandi aziende o enti sono i reali bersagli.

In questi anni abbiamo assistito ad attacchi informatici che avevano come obiettivo grandi aziende o importanti enti, questo però non vuol dire che le persone “comuni” o le PMI siano esenti, anzi. I media naturalmente portano alle luci della ribalta i casi più eclatanti (ad esempio regione Lazio in Italia) ma la realtà è che ogni soggetto connesso alla rete può subire tentativi di attacco ed è potenzialmente esposto a rischi.

3.I software o i servizi recenti sono sicuramente più sicuri.

Anche in questo caso possiamo dire che sicuramente le software house e i provider di servizi ogni giorno lavorano per rendere più sicuri i propri prodotti, ma senza una vera cultura alla sicurezza degli utenti le nuove funzionalità potrebbero avere l’effetto opposto ed aumentare la probabile superficie di attacco, un esempio: spesso gli utenti utilizzano password deboli, se queste venissero utilizzate per i più moderni servizi cloud l’esposizione alla minaccia aumenterebbe vertiginosamente.

4.La sicurezza costa.

Sicuramente i sistemi di sicurezza, il monitoraggio e la formazione hanno un prezzo, ma questi investimenti sono infinitamente più bassi di quanto non costi un fermo produttivo o semplicemente la perdita dei propri dati. Un’attenta analisi dei rischi è il solo modo per determinare quali costi bisognerebbe affrontare al verificarsi di evento negativo ma tenendo anche conto del fattore tempo (nelle PMI possono volerci fino a 9 mesi solo per identificare un attacco ed un ulteriore altro mese per la regolare ripresa di tutte le attività) gli investimenti in cybersecurity sono presto giustificati.

5.Serve un team interno per fare tutto questo.

Escluse le grandi organizzazioni chi può realmente permettersi un team composto da figure altamente specializzate in networking e in cybersecurity che controlli sistemi 24h su 24h, si occupi di identificare i rischi e pianificare le azioni tecniche, procedurali e formative? La sicurezza può essere organizzata anche in outsourcing per cogliere il massimo delle competenze, definire i giusti ambiti di responsabilità ed essere accessibile.