
Il 2026 è l’anno in cui gli attacchi informatici hanno smesso di “sembrare attacchi”.
Oggi le minacce più efficaci non arrivano da strumenti complicati o virus visibili, ma da messaggi, richieste e azioni che sembrano perfettamente normali, gli attaccanti stanno puntando su un’unica strategia: farti abbassare la guardia.
In questo articolo analizziamo 5 casi reali che potrebbero accadere a chiunque (situazioni molto comuni che vediamo ogni settimana nelle aziende) e cosa possiamo imparare per prevenire incidenti, bloccare tentativi di truffa e aumentare la sicurezza.
La finta PEC della Pubblica Amministrazione
Un dipendente riceve una PEC che sembra arrivare da un ente pubblico: logo perfetto, linguaggio formale, link a un portale di autenticazione.
Peccato che il portale sia un clone identico all’originale.
Perché funziona?
Perché la forma è impeccabile e la richiesta appare “istituzionale”.
Come difendersi (subito):
- Verificare sempre l’indirizzo PEC completi.
- Usare la regola del “controllo incrociato”: aprire manualmente il sito ufficiale per verificare il link al portale.
Il corriere inesistente con il pacco da ritirare
Succede tantissimo tra studi, segreterie e uffici amministrativi.
L’email dice: “Il tuo pacco è in giacenza, clicca per confermare”.
La trappola? Un sito che installa malware o che richiede dati di pagamento.
Perché funziona?
Perché sembra una situazione quotidiana, e arriva in momenti di fretta.
Difesa pratica:
- Mai cliccare link di spedizioni non attese.
- Se l’azienda riceve spesso pacchi, definire una procedura interna (chi riceve cosa).
Il messaggio vocale “urgente”
In diversi casi nel 2026 abbiamo visto tentativi di frode tramite deepfake vocale.
Il dipendente riceve una chiamata o nota vocale con la voce “identica” al proprio responsabile, che chiede un pagamento urgente o un accesso straordinario.
Perché funziona?
Perché punta sulla gerarchia e sul senso di urgenza.
Difesa pratica:
- Nessun pagamento senza la conferma tramite un secondo canale (telefono diretto, Teams, di persona).
- Procedure aziendali chiare per autorizzare bonifici e acquisti.
La falsa firma digitale
Un PDF “da firmare” per completare una pratica o confermare un ordine.
Una volta aperto, il file chiede di attivare macro o scaricare un componente aggiuntivo.
Perché funziona?
Perché il linguaggio è credibile e spesso fa riferimento a attività reali.
Difesa pratica:
- Le firme digitali non richiedono mai installazioni aggiuntive.
- Prima di aprire allegati, verificare che la richiesta sia attesa e coerente.
L’aggiornamento software obbligatorio (che obbligatorio non è)
Notifiche pop-up che chiedono di aggiornare subito browser, antivirus o plugin.
Cliccandoci, l’utente scarica involontariamente malware.
Perché funziona?
Perché gioca sulla paura di “bloccare la postazione”.
Difesa pratica:
- Gli aggiornamenti vanno fatti solo tramite i canali ufficiali o IT interno.
- Ignorare pop-up non richiesti e segnalarli.
Le minacce di oggi si travestono da attività quotidiane.
La difesa più efficace non è tecnica, ma comportamentale:
non serve essere tecnici per difendersi, basta sapere cosa osservare.
Conoscere queste minacce, riconoscerle e segnalarle è il passo più importante per costruire una cultura di sicurezza solida — sia nella PA, sia nelle aziende, sia negli studi professionali.
