Perché è il momento giusto per ripensare la tua strategia IT

Ottobre è il Cybersecurity Awareness Month il mese perfetto per fare un bilancio sulla propria sicurezza informatica ed aumentare la consapevolezza e la responsabilità in materia di sicurezza digitale. Un’occasione preziosa per riflettere, aggiornarsi e, soprattutto, agire.

Nel 2025 le minacce informatiche continuano a crescere, sia di numero che in complessità. Secondo le ultime analisi, le PMI sono sempre più nel mirino di attacchi ransomware e phishing, spesso a causa di infrastrutture non aggiornate o mancanza di formazione del personale, ed è qui che un MSP può fare la differenza.

Questo è il momento giusto per effettuare un Cybersecurity Assessment completo:
• Audit di rete
• Analisi delle policy
• Test di vulnerabilità
• Simulazioni di attacco
Anche semplici misure, come una revisione dei backup o una MFA implementata correttamente, possono evitare danni economici e reputazionali enormi. Non tutti dispongono però delle risorse, del tempo o delle competenze necessarie per poter fare questo check-up in autonomia, e allora come si può agire? Affidandosi ad un Managed Service Provider!

Essere un Managed Service Provider oggi significa molto più che “gestire server e ticket di assistenza”. Significa essere un alleato strategico che aiuta le aziende a:
• Prevenire attacchi con soluzioni di monitoraggio continuo e threat detection avanzata;
• Formare il personale con training mirati, simulazioni di phishing e cultura della sicurezza;
• Garantire la compliance con normative sempre più stringenti come GDPR, DORA e NIS2.
In un mese dedicato alla sicurezza, il valore dell’outsourcing IT sicuro, flessibile e proattivo non è mai stato così evidente.

Ottobre è il mese perfetto per portare la cybersecurity al centro della conversazione aziendale. E se c’è un momento ideale per affidarsi a un MSP capace di fare la differenza, è proprio adesso.
Non aspettare che sia troppo tardi: ottobre può essere il mese della prevenzione, della consapevolezza… e della svolta digitale.

Cosa sapere sulla nuova direttiva NIS2

La Commissione Europea ha proposto una revisione della direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, la direttiva NIS2, che è entrata in vigore a Gennaio 2023 e deve essere recepita dai singoli stati membri entro il 17 Ottobre 2024 . La sua adozione rappresenta un passo importante per la realizzazione di uno spazio europeo di sicurezza cibernetica, che sia in grado di affrontare le sfide e le opportunità della trasformazione digitale. Ecco cosa cambia e perché è importante per le imprese e i cittadini.

Cos'è la direttiva NIS2 e perché è necessaria

La direttiva NIS2 è la proposta di revisione della direttiva NIS, adottata nel 2016, che stabilisce le norme comuni per la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione Europea. La direttiva NIS ha introdotto per la prima volta l’obbligo per gli Stati membri di adottare una strategia nazionale per la sicurezza cibernetica, di designare le autorità competenti e i punti di contatto, di istituire un sistema di cooperazione a livello europeo e di imporre ai fornitori di servizi essenziali e ai fornitori di servizi digitali di adottare misure appropriate per gestire i rischi e segnalare gli incidenti.

La direttiva NIS2 mira a rafforzare il quadro normativo esistente, adeguandolo alle nuove sfide e minacce che emergono nel panorama digitale. La sicurezza cibernetica è infatti una priorità strategica per l’UE, che vuole garantire un livello elevato e uniforme di protezione per le infrastrutture critiche, i servizi essenziali e i dati sensibili dei cittadini e delle imprese.

A chi si rivolge la direttiva NIS2

La direttiva NIS2 amplia il campo di applicazione della direttiva NIS, includendo nuovi settori e attori che sono esposti a rischi cibernetici o che svolgono un ruolo chiave nella resilienza digitale. Tra questi, ci sono:

  • le infrastrutture critiche, come le reti elettriche, le reti di trasporto, le reti di comunicazione, le reti idriche, le reti sanitarie, le reti spaziali e le reti nucleari;
  • i servizi essenziali, come i servizi finanziari, i servizi sanitari, i servizi di trasporto, i servizi di gestione delle acque, i servizi di gestione dei rifiuti, i servizi postali, i servizi di pubblica amministrazione e i servizi elettorali;
  • i fornitori di servizi digitali, come i mercati online, i motori di ricerca, i servizi di cloud computing, i social network, i servizi di messaggistica, i servizi di videoconferenza, i servizi di streaming, i servizi di e-learning e i servizi di e-health;
  • i fornitori di servizi di sicurezza cibernetica, come i centri di operazioni di sicurezza, i centri di risposta agli incidenti, i fornitori di soluzioni di sicurezza e i fornitori di servizi di certificazione;
  • le autorità pubbliche, come le istituzioni, gli organi e le agenzie dell’UE, le autorità nazionali e locali, le forze dell’ordine, i servizi di intelligence e i servizi di difesa;
  • gli enti di ricerca e innovazione, come le università, i centri di ricerca, i laboratori e i progetti finanziati dall’UE.

Tutti questi soggetti sono tenuti a rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva NIS2, che riguardano la gestione dei rischi, la segnalazione degli incidenti, la cooperazione e lo scambio di informazioni, la conformità e le sanzioni.

Quali sono le principali novità della direttiva NIS2

La direttiva NIS2 introduce diverse novità rispetto alla direttiva NIS, tra cui:

  • un approccio basato sul rischio, che tiene conto della natura, della portata, del contesto e degli impatti potenziali degli incidenti cibernetici;
  • un elenco armonizzato di settori e attori rilevanti, che sostituisce la discrezionalità degli Stati membri nella definizione dei servizi essenziali;
  • un sistema di classificazione degli incidenti, che prevede quattro livelli di gravità (basso, sostanziale, elevato e critico) e criteri comuni per la valutazione;
  • un meccanismo di revisione periodica, che consente di aggiornare il campo di applicazione e gli obblighi della direttiva in base all’evoluzione tecnologica e normativa;
  • un rafforzamento della cooperazione e del coordinamento a livello europeo, attraverso il ruolo dell’Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersecurity (ENISA), il Gruppo di cooperazione, la Rete dei punti di contatto e il Sistema di allarme rapido;
  • un inasprimento delle sanzioni, che devono essere effettive, proporzionate e dissuasive, e che possono raggiungere il 2% del fatturato annuo dei soggetti inadempienti.

Vuoi essere sicuro che la tua attività sia conforme alla direttiva NIS2? Contattaci per saperne di più, insieme troveremo le soluzioni più adatte alla tua attività!

fiducia

Questione di fiducia

fiducia

Spesso mi trovo a pensare a quale sia la caratteristica principale del mio lavoro. 

Potrei dire che si tratta della passione perché in effetti tutto quello che riguarda la tecnologia mi appassiona. Potrei parlare di connessione: internet, la rete, i dispositivi di sicurezza. Ma, riflettendoci bene, indipendentemente dalle tecnologie o gli strumenti che via via si sono susseguiti la vera costante è solo una: la fiducia.

Fondamentale in ogni relazione, ma chi di noi non ha mai pensato di averla mal riposta? O ancora chi di noi si è ritrovato fregato da chi diceva “fidati”?

Anche nei rapporti di lavoro la fiducia è importante, ma qual è la cosa che ci spinge a riporla in un progetto, in un partner, in un collaboratore o in uno strumento? Ci accontentiamo solo delle dichiarazioni degli interessati?

A me non bastano e non sono mai bastate, e proprio per questo penso che anche nell’erogazione di servizi o nella vendita siano meglio le azioni che le parole.

Per trovare le risposte giuste ho pensato che fosse meglio fare altre domande.

Come posso dimostrare il mio operato? Come posso dimostrare anche a chi non conosce, o non capisce fino in fondo il mio lavoro, che le scelte e le azioni che intraprendiamo sono quelle corrette e quindi meritevoli di fiducia?

Mettendoci in discussione, solo così, nel tempo, abbiamo affinato i nostri servizi e la nostra organizzazione.

Abbiamo adottato un comportamento trasparente puntando all’eccellenza nella gestione amministrativa, abbiamo investito nelle persone, nella formazione cercando di costruire relazioni chiare con ogni interlocutore. 

Per fare alcuni esempi: da un paio d’anni i nostri clienti con ITSupp365 hanno possibilità di accedere al customer portal dedicato dove poter vedere i nostri interventi tecnici in tempo reale. Tutti ricevono fatture chiare e comprensibili, possono contare su un supporto disponibile sempre e possono contare su un team tecnico e non al loro fianco.

La fiducia cerchiamo di guadagnarcela ogni giorno migliorando e condividendo perché penso non ci sia modo migliore di dimostrare ogni giorno, con le proprie azioni, che la fiducia è stata ben riposta.

neon stretta di mano

Consulente ICT: come e perché sceglierlo

neon stretta di mano

In un mondo dove tutti sono consulenti, anche chi legge le bollette telefoniche o quelle dell’energia si definisce tale fatemi fare alcune giuste precisazioni.

Voi come scegliete un consulente?

Penso che questo sia il punto, scegliete il consulente o è lui che sceglie la vostra azienda? 
Pagate la consulenza? Valutate le sue competenze? E ancora, come costruite il rapporto, siete chiari e non temete giudizi o ingerenze eccessive?

Se le risposte sono “solitamente ascolto soltanto quello che hanno da dirmi”, o peggio, “la consulenza per me dovrebbe essere gratuita” potete evitare di continuare a leggere, se invece vi interessa capire proseguite pure…
Io penso che un consulente ICT debba conoscere la vostra realtà e per poterlo fare debba lavorare con voi per analizzare bisogni, criticità, priorità e capacità.


Un consulente ICT deve conoscere le tecnologie e le normative ma anche la vostra organizzazione e, principalmente, deve lavorare con voi per aiutarvi a conoscere meglio la vostra azienda.
Sì, non ho sbagliato: deve aiutarvi a conoscere la vostra azienda. Perché purtroppo quando si parla di tecnologia troppo spesso si fanno atti di fede e si assumono rischi inutili.

Certo, dovete fidarvi del vostro consulente, ma siete sicuri che un atto di fede sia la soluzione?

Spesso parlando con i clienti capisco che l’atto di fede è un meccanismo di difesa umano ma quanto sarebbe più semplice fidarsi di chi quotidianamente dimostra in modo chiaro e tangibile come opera?
Noi sulla scorta di queste riflessioni abbiamo costruito il nostro modello operativo e, da MSP che fornisce servizi di gestione in outsourcing, non solo condividiamo in maniera trasparente ciò che facciamo ma abbiamo strumenti che valutano il nostro operato accessibili dai nostri clienti stessi. Infine mettiamo a disposizione un consulente senior, che conosce la realtà e capisce i bisogni con l’obbiettivo di avere un trait d’union tra il team di tecnici, specializzati nei vari ambiti tecnologici, e voi ed il vostro team.


Voi conoscete la vostra realtà? Conoscete i bisogni tecnologici e le opportunità che le nuove tecnologie potrebbero offrirvi? E ancora conoscete il livello di rischio della vostra infrastruttura tecnologica?
Chi si occupa degli aggiornamenti? Quando avete fatto l’ultima volta una prova di ripristino dati da un backup?


Ok ok mi taccio, forse ho fatto troppe domande, ma sappiate che queste sono forse l’un percento delle domande che un buon consulente dovrebbe porsi ma soprattutto a cui voi dovreste rispondere.
Non voglio allarmarvi ma siete proprio convinti che una relazione possa essere di fiducia quando chi vi consiglia non è pagato per i consigli che vi dà ma esclusivamente dai ricavi dati da un’eventuale vendita?
Sia chiaro anche noi vendiamo servizi e prodotti ma con un metodo differente: progettiamo, implementiamo e supportiamo principalmente prodotti e servizi che conosciamo, di produttori partner con cui abbiamo rapporti duraturi e che prevedono formazione costante e, quando collegati alla vendita, i nostri sono consigli basati su esperienze pregresse.

La consulenza è specifica, entra nella vostra organizzazione spesso grazie ad attività di assessment dedicate, sia di rete che dei sistemi di sicurezza.

Anche in questo caso è il metodo a fare la differenza, ed è così che si creano i presupposti perché vi sia fiducia. Il nostro metodo è chiaro ha costi certi ed entrambi i soggetti in campo lavorano per perseguire obiettivi comuni: voi volete conoscere meglio la vostra infrastruttura e portare avanti progetti attuali e futuri, noi vogliamo conoscere la vostra infrastruttura e trovare soluzioni per soddisfare la vostra progettualità.

Una strategia win-win, la base per un rapporto duraturo, aggiungete poi un team multidisciplinare formato ed aggiornato, consulenti senior al vostro fianco per l’intero percorso insomma gli ingredienti necessari per raggiungere gli obiettivi con successo.