Voucher Cybersicurezza 2026: un’opportunità per rafforzare la sicurezza aziendale

Negli ultimi anni la cybersecurity è passata dall’essere una questione prettamente tecnologica a un tema che coinvolge direttamente la continuità del business. Oggi le aziende gestiscono dati, processi, comunicazioni e attività operative attraverso sistemi digitali sempre più interconnessi. Quando qualcosa si interrompe, le conseguenze non riguardano solo l’IT: coinvolgono clienti, fornitori, dipendenti e produttività.

In questo scenario, il Voucher Cloud & Cybersecurity 2026 rappresenta un’opportunità concreta per trasformare esigenze spesso rimandate in investimenti strategici per la protezione e la resilienza aziendale.

Le minacce informatiche non riguardano più solo le grandi aziende

Per molto tempo le piccole e medie imprese hanno pensato di essere meno esposte ai rischi informatici rispetto alle grandi organizzazioni. Oggi non è più così.

I criminali informatici cercano spesso il bersaglio più facile, non necessariamente il più grande. Una credenziale compromessa, un allegato aperto per errore o un sistema non adeguatamente protetto possono essere sufficienti per interrompere l’operatività aziendale.

Le conseguenze possono tradursi in:

  • indisponibilità dei dati;
  • rallentamento o blocco delle attività;
  • perdita di informazioni critiche;
  • difficoltà nel servire clienti e partner;
  • danni economici e reputazionali.
Per questo motivo la cybersecurity non deve essere considerata una spesa tecnica, ma un investimento sulla capacità dell’azienda di continuare a operare.

Il problema non è sapere che serve sicurezza, ma trovare il momento per investire

La maggior parte delle aziende è già consapevole dell’importanza della sicurezza informatica.

Molto spesso però gli investimenti vengono rinviati. Le motivazioni sono sempre le stesse: altre priorità, budget limitati, difficoltà nel definire da dove partire o quali interventi abbiano davvero un impatto concreto.

Nel frattempo aumentano il numero di dispositivi collegati alla rete, i dati archiviati nel cloud, il lavoro da remoto e la dipendenza dai servizi digitali.

Rimandare significa spesso lasciare aperte vulnerabilità che potrebbero trasformarsi in problemi molto più costosi da gestire in futuro.

Oggi la cybersecurity significa resilienza

Quando si parla di sicurezza informatica si pensa spesso a firewall e antivirus.

In realtà una strategia efficace comprende diversi elementi che lavorano insieme per ridurre il rischio e garantire continuità operativa.

Protezione delle identità digitali

Le credenziali degli utenti sono diventate uno dei principali obiettivi degli attaccanti. Proteggere accessi e identità significa proteggere l’intera organizzazione.

Backup e recupero dei dati

Un backup efficace non serve solo a conservare informazioni, ma a permettere all’azienda di ripartire rapidamente in caso di incidente.

Sicurezza del cloud

Sempre più applicazioni e dati risiedono nel cloud. Questo richiede controlli, monitoraggio e misure di protezione adeguate.

Monitoraggio e prevenzione

Individuare un comportamento sospetto prima che diventi un incidente può fare la differenza tra un semplice evento e un fermo aziendale.

Il Voucher Cybersicurezza 2026 può accelerare decisioni già necessarie

Molte organizzazioni hanno già identificato le aree su cui intervenire: protezione dei dati, sicurezza della rete, servizi cloud, backup o continuità operativa.

La novità è che oggi esiste uno strumento che può contribuire a sostenere economicamente questi investimenti.

Il Voucher Cloud & Cybersecurity 2026, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, prevede contributi dedicati a soluzioni e servizi finalizzati a rafforzare la sicurezza informatica e la digitalizzazione delle imprese.

Più che un incentivo, può essere considerato un acceleratore: un’occasione per avviare progetti che molte aziende hanno già riconosciuto come necessari per il proprio futuro.

Approfondisci il tema nel webinar GPV Solutions del 7 ottobre

Per aiutare imprese e professionisti a comprendere meglio questa opportunità, GPV Solutions organizza il webinar gratuito ““, in programma mercoledì 7 ottobre 2026.

Durante l’incontro parleremo di:

  • scenario attuale della cybersecurity;
  • opportunità offerte dal Voucher Cybersicurezza 2026;
  • investimenti che possono generare maggiore valore per le aziende;
  • aspetti da valutare prima della presentazione della domanda;
  • come trasformare un contributo economico in un progetto concreto di protezione e resilienza.

Il Voucher Cybersicurezza 2026 può rappresentare l’occasione giusta per affrontare investimenti spesso rimandati ma sempre più necessari.

Partecipa al webinar gratuito GPV Solutions del 7 ottobre e scopri come trasformare un’opportunità di finanziamento in un progetto concreto per proteggere dati, persone e continuità operativa della tua azienda.

Cybersecurity e strategia aziendale

Le aziende non vengono colpite perché hanno scelto il firewall sbagliato

Quando si parla di cybersecurity, il dibattito si concentra spesso su aspetti tecnici: firewall, antivirus, autenticazione multifattore, backup, monitoraggio. Sono elementi importanti, ma rappresentano solo una parte del problema.
Le conseguenze di un incidente informatico raramente rimangono confinate al reparto IT. Un attacco ransomware può bloccare la produzione, impedire l’accesso a documenti e applicazioni, compromettere la comunicazione con clienti e fornitori e generare danni economici e reputazionali significativi.
Per questo motivo la cybersecurity sta assumendo un ruolo sempre più centrale nelle decisioni aziendali, non è più soltanto una questione di protezione tecnologica, ma una componente della strategia d’impresa che influenza continuità operativa, competitività e capacità di crescita.
Le organizzazioni più mature non considerano la sicurezza come un’attività separata dal business, al contrario, la integrano nei processi decisionali e nella pianificazione strategica, riconoscendo che ogni scelta aziendale ha ormai una componente digitale

Quando la cybersecurity diventa una decisione di business

Molti imprenditori associano la sicurezza informatica a eventi straordinari, come un attacco hacker o una violazione dei dati. In realtà, le decisioni che influenzano il livello di esposizione al rischio vengono prese ogni giorno.
Pensiamo, ad esempio, all’adozione di nuovi servizi cloud, all’introduzione dello smart working, all’apertura di una nuova sede, alla digitalizzazione di un processo produttivo o all’utilizzo di strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Nessuna di queste scelte nasce con l’obiettivo di migliorare la sicurezza. Tuttavia, tutte modificano il modo in cui dati, utenti e sistemi interagiscono tra loro, creando nuove opportunità ma anche nuove vulnerabilità.
La cybersecurity entra quindi in gioco molto prima di un eventuale attacco, entra nel momento in cui si definiscono priorità, investimenti, processi e modalità operative.

Il costo delle decisioni prese senza considerare il rischio cyber

Le aziende investono tempo e risorse per valutare rischi finanziari, commerciali e operativi. Il rischio cyber, invece, viene spesso preso in considerazione soltanto dopo che si è verificato un problema.
Questo approccio può generare conseguenze importanti.

Interruzione dell’operatività

Sempre più organizzazioni dipendono dai sistemi digitali per svolgere le attività quotidiane. Quando tali sistemi diventano indisponibili, anche per poche ore, possono verificarsi ritardi nelle consegne, blocchi produttivi e difficoltà nella gestione dei clienti.

Costi non previsti

Ripristinare servizi, recuperare dati, gestire comunicazioni straordinarie e affrontare eventuali consulenze specialistiche può comportare costi significativi che raramente vengono considerati in fase preventiva.

Impatto sulla reputazione

La fiducia di clienti, partner e collaboratori rappresenta un patrimonio costruito nel tempo. Un incidente informatico può compromettere questa fiducia molto più rapidamente di quanto si immagini.

Difficoltà nel soddisfare richieste di clienti e partner

Sempre più organizzazioni richiedono evidenze sulla gestione della sicurezza informatica prima di avviare collaborazioni o affidare commesse. La cybersecurity è diventata un elemento che influenza direttamente le opportunità di business.

Dalla protezione alla resilienza

Per molti anni l’obiettivo è stato quello di impedire qualsiasi incidente.
Oggi le aziende più evolute hanno adottato una prospettiva diversa.
Sanno che il rischio non può essere eliminato completamente e che nessuna tecnologia può garantire una protezione assoluta. Per questo motivo concentrano l’attenzione sulla resilienza organizzativa.
Essere resilienti significa sviluppare la capacità di anticipare, assorbire e gestire gli impatti di un evento critico riducendone le conseguenze sul business.
In altre parole, non significa soltanto difendersi meglio, ma essere preparati a reagire in modo efficace quando qualcosa non va come previsto.
Questa differenza di approccio ha implicazioni profonde sulla strategia aziendale, perché porta a considerare la cybersecurity come un fattore di continuità e sostenibilità piuttosto che come un semplice costo operativo.

La domanda che ogni manager dovrebbe porsi

Molte aziende si chiedono:
“Siamo sufficientemente protetti?”
È una domanda legittima, ma spesso non è quella più utile.
Una domanda più efficace potrebbe essere:
“Le decisioni che stiamo prendendo oggi stanno aumentando o riducendo il nostro livello di esposizione al rischio?”
La risposta richiede una visione più ampia della cybersecurity.
Richiede di valutare processi, responsabilità, competenze, strumenti e obiettivi aziendali nel loro insieme.
Solo attraverso questa consapevolezza è possibile identificare le reali priorità e destinare risorse ed energie agli interventi che generano il maggiore valore per l’organizzazione.

Cybersecurity e strategia aziendale: una nuova prospettiva

La cybersecurity non è più un tema da delegare esclusivamente ai tecnici.
È una componente della strategia aziendale perché influenza la capacità di crescere, innovare e mantenere la continuità operativa in un contesto sempre più digitale e interconnesso.
Le organizzazioni che integrano il rischio cyber nei propri processi decisionali non sono semplicemente più sicure. Sono più preparate, più resilienti e più capaci di affrontare l’incertezza.
In un mercato in cui la tecnologia è sempre più centrale, la vera differenza non la fanno gli strumenti utilizzati, ma la qualità delle decisioni prese.

Quanto le decisioni della tua azienda influenzano oggi il livello di esposizione al rischio cyber?

Comprendere il proprio punto di partenza è il primo passo per prendere decisioni più consapevoli. Attraverso un assessment strutturato è possibile individuare le principali aree di attenzione, definire le priorità e costruire un percorso di miglioramento coerente con gli obiettivi dell’organizzazione.

Contattataci per approfondire il livello di maturità cyber della tua azienda e identificare le azioni che possono generare il maggiore impatto sul business.

Cybersecurity prima delle vacanze

Le vacanze sono alle porte: uffici vuoti, personale in ferie, turn-over ridotto.
Per molti è sinonimo di relax, per i malintenzionati… è il momento perfetto per colpire.
Non è un’esagerazione: le PMI sono oggi tra i bersagli preferiti degli attacchi informatici, proprio perché spesso meno strutturate dal punto di vista della sicurezza.
E basta poco: un clic sbagliato, una password debole, un backup non funzionante…
La buona notizia? Non serve essere un’azienda “tecnica” per proteggersi, servono le giuste priorità.
Ecco i 5 controlli (+1 bonus) essenziali da fare prima delle vacanze per mettere al sicuro la tua azienda

1. Attiva l’autenticazione a più fattori (MFA)

Perché è importante: le password da sole non bastano più.
L’MFA aggiunge un secondo livello di protezione (es. codice su app o smartphone), rendendo molto più sicura la fase di accesso.
Dove attivarla subito:
  • Email aziendale
  • Microsoft 365 /altri servizi cloud
  • Accessi amministrativi
È uno degli interventi più semplici e con il maggiore impatto.

2. Verifica i backup (davvero!)

Perché è importante: il backup è l’ultima difesa contro ransomware e perdita dati.
Non basta “avere il backup”. Deve essere:
  • automatico
  • aggiornato
  • testato
La best practice è la regola 3-2-1: 3 copie, 2 supporti diversi, 1 offline.
Se non hai mai provato a ripristinare i dati, non hai la certezza che funzioni, e se non sai da dove partire possiamo aiutarti noi.

3. Aggiorna sistemi e software

Perché è importante: la maggior parte degli attacchi sfrutta vulnerabilità già note.
Mantenere aggiornati: PC, server e applicativi riduce drasticamente il rischio di attacco.
In estate, con meno personale IT disponibile, un sistema non aggiornato è un rischio enorme.

4. Controlla utenti, accessi e privilegi

Perché è importante: spesso il problema è “interno” (anche involontariamente).
Verifica periodicamente quali sono gli utenti non più attivi, se i privilegi sono “eccessivi” o le password troppo deboli.
Limitare gli accessi e applicare il principio del “minimo privilegio” è una difesa fondamentale.

5. Verifica la sicurezza dei dispositivi e della rete

Perché è importante: ogni dispositivo è una porta di ingresso.
Controlla:
  • antivirus/EDR attivo
  • firewall aggiornati
  • rete segmentata
Dispositivi non protetti o reti non monitorate possono essere sfruttati per accessi non autorizzati.

 

Bonus: Definisci un piano di emergenza

Perché è importante: non si tratta di “se”, ma di “quando”.
Questo è un punto bonus che ogni azienda dovrebbe avere perché racchiude un po’ tutti i precedenti e al tempo stesso amplia un po’ il perimetro di difesa: un piano di risposta agli incidenti con responsabilità chiare e definite e procedure di recovery.
Avere un piano significa ridurre tempi e danni in caso di attacco.
 

La domanda è: perchè farlo proprio prima delle vacanze?

Perché i cybercriminali sfruttano questo momento sapendo che probabilmente ci saranno meno controlli, tempi di risposta più lenti e personale ridotto. Le conseguenze tuttavia sono le stesse di tutto il resto dell’anno quindi blocchi operativi, perdita di dati e risorse (tempo & denaro) e possibili danni reputazionali.

In conclusione la cybesicurezza non è un progetto IT, è una vera e propria scelta aziendale.

È continuità del business e la verità è semplice: la maggior parte degli attacchi sfrutta errori evitabili, bastano pochi controlli mirati per ridurre drasticamente il rischio.

Vuoi capire a che punto è la sicurezza della tua azienda?

In GPV Solutions aiutiamo le aziende a:
  • valutare il livello di rischio
  • individuare le vulnerabilità
  • implementare soluzioni semplici ma efficaci
Contattaci e richiedi un assessment della sicurezza IT e affronta l’estate con maggiore tranquillità.

MDR: il monitoraggio h24 per la sicurezza IT

n un mondo digitale sempre più interconnesso, le minacce informatiche non dormono mai. Malware, attacchi ransomware, phishing e violazioni dei dati possono colpire in qualsiasi momento — anche di notte, nei weekend o durante le festività. È qui che entra in gioco il monitoraggio H24 della sicurezza IT, un elemento oggi imprescindibile per qualunque azienda che voglia proteggere i propri dati, sistemi e continuità operativa.

Il Managed Detection and Response (MDR) è un servizio avanzato di sicurezza informatica che unisce il monitoraggio continuo, l’analisi delle minacce e la risposta attiva agli incidenti. A differenza dei tradizionali antivirus o firewall, l’MDR non si limita a bloccare gli attacchi noti, ma individua comportamenti sospetti, analizza in tempo reale e interviene attivamente per contenere la minaccia. Che cosa implica:

• Monitoraggio 24/7/365 dei sistemi, endpoint e reti aziendali.
• Analisi comportamentale per rilevare minacce anche sconosciute.
• Team di esperti SOC (Security Operations Center) sempre attivo.
• Risposta rapida agli incidenti per limitarne l’impatto.
Reportistica e visibilità completa per il cliente.

Gli attacchi informatici non seguono l’orario d’ufficio. Senza un sistema di monitoraggio costante, un’infezione potrebbe rimanere inosservata per ore — o addirittura giorni — causando danni irreparabili, fermi operativi o perdite economiche significative.
Con un servizio MDR attivo, ogni attività anomala viene individuata e gestita in tempo reale, anche mentre l’azienda dorme.

In un contesto in cui le minacce informatiche sono sempre più sofisticate e frequenti, affidarsi a un servizio MDR con monitoraggio H24 significa fare un passo concreto verso una cybersecurity moderna, intelligente e reattiva. Non è più sufficiente “difendersi”: bisogna anticipare, rilevare e rispondere.
Noi di GPV Solutions siamo al fianco della tua azienda per offrire una protezione completa e continua. Vuoi scoprire come un servizio MDR può fare la differenza per la tua sicurezza IT? Contattaci per una consulenza gratuita.

Cybersecurity as a service: la soluzione scalabile per le PMI (e non solo)

Le piccole e medie imprese (PMI) sono sempre più esposte alle minacce informatiche, molte di queste realtà però non dispongono delle risorse necessarie per gestire un’infrastruttura di sicurezza informatica all’altezza. È qui che entra in gioco la Cybersecurity as a Service (CSaaS), una soluzione flessibile e scalabile che rivoluziona il modo in cui le PMI (ma anche i singoli professionisti) affrontano la sicurezza digitale.

Cos’è la Cybersecurity as a Service (CSaaS)?

La CSaaS è un modello che consente alle aziende di accedere a strumenti e competenze di sicurezza informatica anche quando non dispongono di team interni dedicati alla cybersciurezza. Grazie a questo approccio, le PMI possono proteggersi da attacchi informatici senza dover investire in materiale hardware costoso o assumere team IT dedicati.
Tra i principali servizi di Cybersecurity as a Service sono inclusi:

• Monitoraggio e rilevamento delle minacce: protezione continua contro malware, ransomware e altre minacce più o meno note.
• Gestione delle vulnerabilità: analisi e patch dei punti deboli nei sistemi aziendali.
• Risposta agli incidenti: supporto tempestivo in caso di violazioni o attacchi.

Perché è la scelta ideale per le PMI?

1. Scalabilità: La CSaaS si adatta alle dimensioni e alle necessità dell’azienda, permettendo di pagare solo per i servizi effettivamente utilizzati.
2. Accessibilità economica: Riduce i costi iniziali di implementazione rispetto a un’infrastruttura tradizionale.
3. Aggiornamenti costanti: Le tecnologie e le difese si evolvono continuamente per far fronte alle nuove minacce.
4. Focus sul core business: Le PMI possono concentrarsi sulle proprie attività, delegando la sicurezza a professionisti qualificati.

Un investimento strategico

Adottare un approccio di Cybersecurity as a Service non è solo una questione di protezione, ma anche di crescita e sostenibilità. Un attacco informatico può avere conseguenze devastanti, ma con una soluzione CSaaS, le PMI e i professionisti possono proteggere dati, reputazione e continuità operativa senza dover affrontare complessità tecniche.
Investire in una strategia di sicurezza moderna e scalabile come la CSaaS è un passo fondamentale per le PMI che vogliono affrontare il futuro con fiducia. Non si tratta più di un lusso, ma di una necessità.
Vuoi scoprire come la tua PMI può beneficiare della Cybersecurity as a Service? Contattaci per una consulenza personalizzata!

MSP: i custodi digitali di Industria 5.0

L’Industria 5.0 segna una nuova era per la produzione industriale, grazie all’integrazione avanzata di intelligenza artificiale, robotica collaborativa e tecnologie IoT. L’obiettivo è migliorare non solo l’efficienza e la produttività, ma anche la sostenibilità e il benessere dei lavoratori, il nuovo paradigma infatti è “human centered” e prevede l’utilizzo delle nuove tecnologie a supporto dell’uomo. Bisogna però evidenziare che oltre a numerosi vantaggi l’espansione di sistemi digitali interconnessi nasconde alcune insidie ad esempio: una superficie di attacco più ampia, una gestione più macchinosa di dati e privacy, tutti fattori che rendono la sicurezza informatica una priorità essenziale.

I Managed Service Providers (MSP) giocano un ruolo fondamentale in questo nuovo paradigma. Gli MSP non solo garantiscono un’infrastruttura tecnologica ottimale, ma aiutano le organizzazioni a implementare strategie di sicurezza avanzate e a proteggere le reti industriali. In un contesto dove i dati generati dai macchinari e dalle piattaforme collaborative sono di valore inestimabile, affidarsi a MSP competenti permette alle aziende di proteggere i propri asset digitali con continuità e professionalità.

Le tecnologie di Industria 5.0, come i sistemi cyber-fisici e l’IoT, sono vulnerabili a minacce esterne, che vanno dai ransomware agli attacchi DDoS, capaci di mettere in ginocchio la produzione. Una strategia di cybersecurity robusta non è più un’opzione, ma un obbligo per proteggere dati sensibili e garantire la resilienza dell’azienda. Gli MSP sono in grado di monitorare, rilevare e rispondere rapidamente alle minacce, mantenendo alta l’efficienza operativa.

Nell’Industria 5.0, gli MSP diventano partner indispensabili per implementare soluzioni di cybersecurity su misura, proteggere i dati e garantire la continuità del business. Scegliere un MSP qualificato non solo rafforza la difesa digitale, ma consente alle aziende di concentrarsi sull’innovazione, essendo certi di avere un sistema di sicurezza solido a supporto del loro sviluppo.

Storie di successo: Comune di Cremona

Storie di successo: Comune di Cremona

Storie di successo: Comune di Cremona

Il Comune di Cremona è una importane realtà amministrativa lombarda, la città conta oltre 70.000 abitanti e il personale in forza al Comune è di 600 dipendenti che operano su più sedi dislocate nel territorio. Per le attività svolte dal Comune e per la sensibilità dei dati dei cittadini che vengono trattati, la sicurezza informatica è di essenziale importanza.

Negli ultimi anni le PA sono state al centro di crescenti attacchi informatici e hanno avuto necessità di fronteggiare le problematiche di sicurezza legate allo smart working e all’uso sempre più esteso di applicazioni Internet, il Comune si è trovato quindi nell’esigenza di rafforzare la cybersecurity e di avere una gestione più integrata ed efficiente della sicurezza.

Le necessità:

Nell’aprile 2023 è stata indetta una gara per i servizi di Security as a Service (SECaaS), con licenze e noleggio operativo, per coprire un periodo di tempo di circa un biennio con possibilità di rinnovo per un ulteriore anno. Lo scopo era quello di individuare un fornitore di servizi di sicurezza gestita (MSSP) che non solo offrisse tecnologie e servizi ma anche una collaborazione e supporto continuativi per garantire che le soluzioni in uso fossero sempre adeguate e aggiornate.

Il progetto:

GPV Solutions è risultato vincitore in qualità di MSSP che opera nel territorio cremonese da tempo nonchè partner Gold di WatchGuard, tra i marchi leader nel settore della cybersicurezza. Il Comune grazie alla collaborazione con GPV Solutions ed alla tecnologia adottata è riuscito in breve tempo a consolidare la sicurezza perimetrale grazie a firewall ad alta affidabilità, gestione delle policy di sicurezza e il controllo della navigazione a cui sono state aggiunte le funzionalità della piattaforma WatchGuard Cloud, tra cui l’autenticazione multifattore con AuthPoint, l’endpoint protection con EPDR e il servizio di verifica e analisi delle vulnerabilità. È stato poi affiancato un servizio di Remote Monitoring and Management (RMM) per una gestione puntuale e da remoto di tutti i dispositivi del Comune. 

GPV Solutions doveva assicurare che l’installazione e l’adozione dei servizi non arrecasse in alcun modo rallentamenti nell’operatività del Comune o problematiche negli utenti. La proficua collaborazione tra le parti ha reso possibile la ricezione positiva da parte degli utenti finali di alcuni piccoli ma importantissimi cambiamenti delle procedure di cybersecurity quale ad esempio l’adozione di una soluzione di autenticazione multifattore.

Inoltre, per ottimizzare i tempi, è stato configurato totalmente da remoto l’accesso alle macchine, una differenza sostanziale rispetto ad altre soluzioni usate in passato che non solo avevano richiesto molto più tempo ma necessitavano anche che i dati transitassero per i server del fornitore di sicurezza. Ora i dati non escono dalla rete del Comune, passano dal firewall WatchGuard e vengono ridiretti direttamente ai portatili.

L’importanza di Watchguard:

GPV Solutions, grazie all’integrazione nella piattaforma WatchGuard Cloud di tutti gli strumenti di sicurezza forniti al Comune, permette di erogare un servizio più tempestivo e completo. Con EPDR può bloccare minacce dirette agli endpoint del Comune provenienti anche dall’esterno. Gli sviluppi futuri prevedono l’implementazione di AuthPoint sui portatili usati all’esterno della rete comunale ed è in valutazione da parte del Comune anche il nuovo servizio WatchGuard MDR (Managed Detection and Response).

 Ha spiegato Marco Rossetti System Administrator del Comune di Cremona:

Le soluzioni WatchGuard sono strumenti molto facili da utilizzare, non servono capacità specifiche per costruire una regola e per capire come regolarla.Gestire l’autenticazione multifattore dal cloud è semplice e lo stesso vale per tutti gli altri servizi implementati. Questo agevola di molto l’intera gestione quotidiana della sicurezza. Crediamo che un approccio integrato alla sicurezza, senza avere tanti strumenti diversi, difficili da gestire, seguire e utilizzare, sia una scelta vincente.

Cosa sapere sulla nuova direttiva NIS2

La Commissione Europea ha proposto una revisione della direttiva sulla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi, la direttiva NIS2, che è entrata in vigore a Gennaio 2023 e deve essere recepita dai singoli stati membri entro il 17 Ottobre 2024 . La sua adozione rappresenta un passo importante per la realizzazione di uno spazio europeo di sicurezza cibernetica, che sia in grado di affrontare le sfide e le opportunità della trasformazione digitale. Ecco cosa cambia e perché è importante per le imprese e i cittadini.

Cos'è la direttiva NIS2 e perché è necessaria

La direttiva NIS2 è la proposta di revisione della direttiva NIS, adottata nel 2016, che stabilisce le norme comuni per la sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell’Unione Europea. La direttiva NIS ha introdotto per la prima volta l’obbligo per gli Stati membri di adottare una strategia nazionale per la sicurezza cibernetica, di designare le autorità competenti e i punti di contatto, di istituire un sistema di cooperazione a livello europeo e di imporre ai fornitori di servizi essenziali e ai fornitori di servizi digitali di adottare misure appropriate per gestire i rischi e segnalare gli incidenti.

La direttiva NIS2 mira a rafforzare il quadro normativo esistente, adeguandolo alle nuove sfide e minacce che emergono nel panorama digitale. La sicurezza cibernetica è infatti una priorità strategica per l’UE, che vuole garantire un livello elevato e uniforme di protezione per le infrastrutture critiche, i servizi essenziali e i dati sensibili dei cittadini e delle imprese.

A chi si rivolge la direttiva NIS2

La direttiva NIS2 amplia il campo di applicazione della direttiva NIS, includendo nuovi settori e attori che sono esposti a rischi cibernetici o che svolgono un ruolo chiave nella resilienza digitale. Tra questi, ci sono:

  • le infrastrutture critiche, come le reti elettriche, le reti di trasporto, le reti di comunicazione, le reti idriche, le reti sanitarie, le reti spaziali e le reti nucleari;
  • i servizi essenziali, come i servizi finanziari, i servizi sanitari, i servizi di trasporto, i servizi di gestione delle acque, i servizi di gestione dei rifiuti, i servizi postali, i servizi di pubblica amministrazione e i servizi elettorali;
  • i fornitori di servizi digitali, come i mercati online, i motori di ricerca, i servizi di cloud computing, i social network, i servizi di messaggistica, i servizi di videoconferenza, i servizi di streaming, i servizi di e-learning e i servizi di e-health;
  • i fornitori di servizi di sicurezza cibernetica, come i centri di operazioni di sicurezza, i centri di risposta agli incidenti, i fornitori di soluzioni di sicurezza e i fornitori di servizi di certificazione;
  • le autorità pubbliche, come le istituzioni, gli organi e le agenzie dell’UE, le autorità nazionali e locali, le forze dell’ordine, i servizi di intelligence e i servizi di difesa;
  • gli enti di ricerca e innovazione, come le università, i centri di ricerca, i laboratori e i progetti finanziati dall’UE.

Tutti questi soggetti sono tenuti a rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva NIS2, che riguardano la gestione dei rischi, la segnalazione degli incidenti, la cooperazione e lo scambio di informazioni, la conformità e le sanzioni.

Quali sono le principali novità della direttiva NIS2

La direttiva NIS2 introduce diverse novità rispetto alla direttiva NIS, tra cui:

  • un approccio basato sul rischio, che tiene conto della natura, della portata, del contesto e degli impatti potenziali degli incidenti cibernetici;
  • un elenco armonizzato di settori e attori rilevanti, che sostituisce la discrezionalità degli Stati membri nella definizione dei servizi essenziali;
  • un sistema di classificazione degli incidenti, che prevede quattro livelli di gravità (basso, sostanziale, elevato e critico) e criteri comuni per la valutazione;
  • un meccanismo di revisione periodica, che consente di aggiornare il campo di applicazione e gli obblighi della direttiva in base all’evoluzione tecnologica e normativa;
  • un rafforzamento della cooperazione e del coordinamento a livello europeo, attraverso il ruolo dell’Agenzia dell’Unione Europea per la Cybersecurity (ENISA), il Gruppo di cooperazione, la Rete dei punti di contatto e il Sistema di allarme rapido;
  • un inasprimento delle sanzioni, che devono essere effettive, proporzionate e dissuasive, e che possono raggiungere il 2% del fatturato annuo dei soggetti inadempienti.

Vuoi essere sicuro che la tua attività sia conforme alla direttiva NIS2? Contattaci per saperne di più, insieme troveremo le soluzioni più adatte alla tua attività!

MFA: rafforza la sicurezza digitale con l’autenticazione multifattore

Mercoledì 29 Maggio si è tenuto “MFA: rafforza la sicurezza digitale con l’autenticazione multifattore” il nostro webinar dedicato appunto all’autenticazione multifattore (MFA), è stata un’occasione per rimarcare le caratteristiche e i gli indubbi vantaggi dell’MFA presentando le principali soluzioni che GPV Solutions propone: Microsoft Entra ID e Watchguard Authpoint. C’è stato poi un significativo momento di confronto con tre ospiti che hanno condiviso le loro esperienze nell’adozione della soluzione MFA Watchguard Authpoint: Marco Rossetti, responsabile della sicurezza informatica del Comune di Cremona, Giuseppe Scozzafava, assistente tecnico di informatica dell’Istituto di Istruzione Superiore Bruno Munari di Crema, e Roberto Sartori, IT manager di JMG Cranes Spa azienda di produzione. I tre ospiti hanno raccontato come hanno implementato l’MFA nella loro realtà, quali sono state le criticità e le sfide che hanno affrontato, quali sono stati i benefici e i risultati ottenuti, le modalità di gestione degli utenti, le procedure e le politiche di sicurezza, ma facciamo un passo indietro…

Che cos'è l'autenticazione multifattore?

L’autenticazione multifattore (MFA) è un metodo di sicurezza che richiede agli utenti di fornire più di una credenziale per accedere ad un sistema o a un servizio online. In genere, le credenziali sono qualcosa che l’utente sa (come una password), qualcosa che l’utente ha (come un dispositivo mobile o una chiavetta USB) e qualcosa che l’utente è (come un’impronta digitale o un riconoscimento facciale). L’obiettivo dell’MFA è di rendere più difficile per gli hacker di rubare le credenziali degli utenti e di accedere ai loro dati sensibili, anche se un hacker dovesse scoprire la password di un utente, non potrebbe accedere al sistema senza avere anche il secondo o il terzo fattore di autenticazione.

Perché è importante?

L’autenticazione multifattore è importante perché aumenta il livello di sicurezza degli utenti e delle organizzazioni, con l’MFA, gli utenti possono proteggere meglio le loro identità digitali, i loro dati personali e le loro informazioni finanziarie. Le organizzazioni possono ridurre il rischio di subire violazioni dei dati, frodi, furti di identità e attacchi informatici. Inoltre è particolarmente importante nel contesto di lavoro remoto, dove gli utenti si collegano a sistemi o servizi da diversi dispositivi e da diverse reti. L’MFA garantisce che solo le persone autorizzate possano accedere alle risorse aziendali, anche se le password vengono compromesse o condivise. Secondo uno studio di Verizon, nel 2019 il 29% delle violazioni dei dati ha coinvolto l’uso di credenziali rubate. Inoltre, secondo un rapporto di Javelin Strategy & Research, nel 2020 il furto di identità ha colpito 49,1 milioni di consumatori negli Stati Uniti, con una perdita totale di 56 miliardi di dollari. Questi dati mostrano quanto sia diffuso e costoso il problema della sicurezza online e quanto sia necessario adottare misure preventive come l’MFA.

La tua guida verso l'MFA ideale

In sintesi ci sono diverse soluzioni di MFA disponibili sul mercato, per scegliere quella più adatta alle proprie esigenze, bisogna tenere conto di diversi fattori, come il tipo e la dimensione della propria organizzazione, il livello di sicurezza richiesto, il budget a disposizione, le preferenze degli utenti (app mobile o token fisico) e le compatibilità con i servizi e le applicazioni che si utilizzano.
Per aiutarti in questa scelta, puoi affidarti alla nostra consulenza, analizzando le tue esigenze e confrontando le diverse soluzioni di MFA, possiamo consigliarti quella più adeguata e assisterti nell’implementazione e nella gestione della soluzione scelta. Se vuoi saperne di più, contattaci subito e scopri come possiamo aiutarti a proteggere le tue identità e i tuoi dati con la soluzione di MFA più efficace e conveniente per te.

cavaliere cybersecurity con spada

Cybersecurity Awareness

cavaliere cybersecurity con spada

Qualche giorno fa ho ricevuto un WhatsApp di un’amica che mi ha raccontato di aver partecipato ad un corso organizzato dall’azienda per cui lavora in merito alla sicurezza informatica.
Ovviamente la cosa ha suscitato in me curiosità e, per deformazione personale mista a nerdaggine, non sono riuscito a non cogliere l’occasione per farle qualche domanda “scomoda”.
Certo, mi capita spesso di parlare di sicurezza informatica, ma i feedback da parte di chi partecipa ad una mia session non sempre sono sinceri e l’occasione era troppo ghiotta per non essere colta… 

E: Oggi corso di Cyber security, stavo per prender sonno!
GP: Figo!
GP: Cosa ti hanno spiegato?
E: Che devo cambiare password
E: Avere la doppia identificazione
E: Fare backup in almeno 3 punti
E: Fare gli aggiornamenti regolarmente
E: Non cliccare mai sui link

Tutte cose vere sia chiaro ma abbiamo sorriso entrambi sul “non cliccare mai sui link”, una pratica che rischia di diventare controproducente.
Vi immaginate come sarebbe il lavoro senza poter cliccare mai sui link e navigare sempre e solo nelle home page di siti conosciuti e inseriti direttamente nella barra di navigazione del browser? Non potremmo fare una ricerca in Google perché i risultati sono link, non potremmo scaricare un file One Drive di un nostro collega o ancora non potremmo partecipare a riunioni on line con Zoom, Teams o Meet.

Nel percorso assurdo che abbiamo preso ci siamo subito resi conto che quanto appreso al corso fosse impraticabile se non con una disconnessione totale.
Ma è veramente questa la Cybersecurity Awareness? La consapevolezza deve necessariamente passare per la paura?

Quando si parla di sicurezza infatti il passo è semplice e spesso ci si trova di fronte a due comportamenti diametralmente opposti ma entrambi dannosi e che a mio avviso finiscono per vanificare gli interventi in sicurezza dell’azienda: la paura e l’eccesiva fiducia nelle proprie possibilità.
Una mia personalissima statistica mi porta a pensare che chi ha competenze tecniche o ricopre posizioni decisionali è portato ad avere eccesiva fiducia nelle proprie possibilità. Al contrario gli operativi e chi ha competenze distanti dall’ambito informatico tende ad avere paura.
Maggiore consapevolezza serve proprio per evitare questi due comportamenti che se non affrontati rischiano di generare potenziali problemi.

Per queste ragioni nel tempo abbiamo ideato servizi per rispondere alle esigenze dei nostri clienti, da quelli più strutturati alle micro imprese e ai professionisti.
Ci occupiamo di analizzare lo stato dei sistemi, progettiamo, implementiamo e manuteniamo sistemi di sicurezza ma soprattutto eroghiamo formazione in ambito cybersecurity, lo facciamo perché crediamo che un mondo senza internet non sia immaginabile, ma soprattutto perché crediamo che la paura non sia la risposta corretta.